Leuca, cerniera tra Europa e Mediterraneo

La Fondazione "Terre del Capo di Leuca - De Finibus Terrae" è una Fondazione di partecipazione istituita nel 2016 su ispirazione della Diocesi di Ugento - Santa Maria di Leuca che ha inteso muoversi nella direzione di valorizzare il territorio del Capo di Leuca, del Salento e della Puglia, attraverso l'istituzione di un Parco Culturale Ecclesiale.

Santuario di Santa Maria di Leuca - De Finibus Terrae

Leuca cerniera tra l'Europa e il Mediterraneo
Il Capo di Leuca: una terra tra due mari, quasi un ponte che si protende nel Mediterraneo per raggiungere le sponde opposte per annullare le distanze e consentire l’incontro di popoli e culture. Una terra di bellezza contagiosa e diffusa, di piccoli centri abitati, di dimensione rurale, di paesaggi incantati, di scogliere e orizzonti che guardano lontano, molto lontano, verso altre civiltà e altre culture.

Una iniziativa erede di una Chiesa "aperta" e "in cammino", che si nutre della parola e della testimonianza del servo di Dio, don Tonino Bello, che in questa terra è nato e riposa. Un progetto nazionale della Conferenza Episcopale Italiana che intende promuovere nuove forme di integrazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio ambientale e culturale, con specifico riferimento ai beni culturali, non soltanto ecclesiali.

Per questi motivi una "Fondazione di partecipazione", ovvero una istituzione estremamente inclusiva, che intende offrirsi come opificio di buone prassi, con una visione intensamente glocal, molto radicata nel territorio e globale al tempo stesso.
Da questo lembo di terra, da sempre considerato de finibus terrae, un confine, che ora intende diventare nuovo centro del Mediterraneo, stimolando una capacità delle comunità locali di sviluppare accoglienza a 360°: essere in grado di accompagnare il visitatore, il viaggiatore, il viandante, il pellegrino, il turista, ma anche di avviare processi virtuosi di integrazione di altre persone in movimento, quali rifugiati e migranti.

Una missione ambiziosa e visionaria, che già dal suo avviamento sta trovando fortissime connessioni positive e autorevoli compagni di strada. Stiamo diventando una colorata carovana di cercatori di bellezza, di camminatori, di naviganti, di persone e istituzioni sensibili alla custodia del Creato ed alla valorizzazione dei beni culturali, di uomini e donne che rincorrono auspici di felicità attraverso percorsi di senso, incontri, confronti, esperienze condivise e fraternità.